Fronte Verde tra i promotori della petizione/manifesto "Cambiamo Aria"
Roma, 27.09.09 - Il movimento "Fronte Verde - Ecologisti Indipendenti" ha aderito ed è tra i promotori di "Cambiamo Aria" petizione nazionale per la riduzione e il riciclo totale dei rifiuti e la messa al bando degli inceneritori. Lo dichiara in una nota il Presidente nazionale del movimento Vincenzo Galizia. Gli altri promotori dell'iniziativa sono: Asso Campania Felix, CARP - Pro Natura Piemonte, Cittadini per il riciclaggio, CivicaMente, Comitato Pro Ambiente, Coordinamento dei comitati di Prato, Domenico Finiguerra, Dott. Michele Iannelli, Ecoistituto del Veneto Alex Langer, Ecoistituto della Valle del Ticino, Grilli Biellesi, La Terra dei Fuochi, Meetup di Caserta, Mountain Wilderness Veneto, Per il Bene Comune, Rivalta Sostenibile. Già attivo il sito internet www.cambiamoaria.org dove troverete la petizione. Martedì 29 settembre a Ferrara ci sarà la presentazione ufficiale dell'iniziativa, dove sarà presente anche una delegazione del Fronte Verde.
In Cina abbiamo posizionato cento statue di ghiaccio presso il "Tempio della Terra" a Pechino. Le sculture raffigurano dei bambini e simboleggiano il futuro incerto di oltre un miliardo di persone in Asia la cui sopravvivenza è minacciata dalla mancanza di risorse idriche. I cambiamenti climatici, infatti, stanno causando la perdita dei ghiacciai himalayani che riforniscono i fiumi Gange, Yangtze, Mekong, il Fiume Giallo e altri importanti bacini.
In India, a Nuova Delhi, è stata inaugurata una scultura ghiacciata che raffigura il numero "100" su un mappamondo gigante, per segnare l'inizio del conto alla rovescia per Copenaghen. Le sculture sono state realizzate con le acque dei fiumi himalayani. Le stime dell'IPCC indicano che agli attuali tassi di aumento delle temperature, l'80 per cento dei ghiacciai dell'Himalaya, il "terzo polo" del Pianeta dopo Artico e Antartide, andrà perduto nel giro di trent'anni.
Intanto, continua la spedizione nell'Artico della nave rompighiaccio "Arctic Sunrise", per documentare la rapidità della perdita delle masse glaciali dell'Artico. Sul Monte Rosa, infine, gli attivisti di Greenpeace hanno aperto un banner di 5.200 metri sul ghiacciaio di Gorner, con il messaggio "Our climate, Your decision", e hanno installato un campo di protezione del clima con lo scopo di mostrare la necessità di un'azione urgente.
Per evitare i peggiori impatti del clima, i più recenti studi scientifici mostrano che occorre fermare la crescita delle emissioni di CO2 entro il 2015 e portarle il più vicino possibile allo ZERO entro il 2050.
Greenpeace esorta i Paesi industrializzati, come gruppo, a ridurre le proprie emissioni di gas serra di almeno il 40% entro il 2020, rispetto ai livelli del 1990. I Paesi in via di sviluppo devono invece ridurre la crescita delle proprie emissioni del 15-30% entro la stessa data. I Paesi industrializzati devono aiutare i Paesi in via di sviluppo a centrare questo obiettivo contribuendo con circa 110 miliardi di euro all'anno fino al 2020.
A partire da oggi mancano appena cento giorni prima che i leader del mondo raccolgano la sfida della prima minaccia ambientale per il genere umano e trovino a Copenaghen l'accordo per scongiurare la più grave minaccia ambientale per l'umanità.
In Cina abbiamo posizionato cento statue di ghiaccio presso il "Tempio della Terra" a Pechino. Le sculture raffigurano dei bambini e simboleggiano il futuro incerto di oltre un miliardo di persone in Asia la cui sopravvivenza è minacciata dalla mancanza di risorse idriche. I cambiamenti climatici, infatti, stanno causando la perdita dei ghiacciai himalayani che riforniscono i fiumi Gange, Yangtze, Mekong, il Fiume Giallo e altri importanti bacini.
In India, a Nuova Delhi, è stata inaugurata una scultura ghiacciata che raffigura il numero "100" su un mappamondo gigante, per segnare l'inizio del conto alla rovescia per Copenaghen. Le sculture sono state realizzate con le acque dei fiumi himalayani. Le stime dell'IPCC indicano che agli attuali tassi di aumento delle temperature, l'80 per cento dei ghiacciai dell'Himalaya, il "terzo polo" del Pianeta dopo Artico e Antartide, andrà perduto nel giro di trent'anni.
Intanto, continua la spedizione nell'Artico della nave rompighiaccio "Arctic Sunrise", per documentare la rapidità della perdita delle masse glaciali dell'Artico. Sul Monte Rosa, infine, gli attivisti di Greenpeace hanno aperto un banner di 5.200 metri sul ghiacciaio di Gorner, con il messaggio "Our climate, Your decision", e hanno installato un campo di protezione del clima con lo scopo di mostrare la necessità di un'azione urgente.
Per evitare i peggiori impatti del clima, i più recenti studi scientifici mostrano che occorre fermare la crescita delle emissioni di CO2 entro il 2015 e portarle il più vicino possibile allo ZERO entro il 2050.
Greenpeace esorta i Paesi industrializzati, come gruppo, a ridurre le proprie emissioni di gas serra di almeno il 40% entro il 2020, rispetto ai livelli del 1990. I Paesi in via di sviluppo devono invece ridurre la crescita delle proprie emissioni del 15-30% entro la stessa data. I Paesi industrializzati devono aiutare i Paesi in via di sviluppo a centrare questo obiettivo contribuendo con circa 110 miliardi di euro all'anno fino al 2020.
A partire da oggi mancano appena cento giorni prima che i leader del mondo raccolgano la sfida della prima minaccia ambientale per il genere umano e trovino a Copenaghen l'accordo per scongiurare la più grave minaccia ambientale per l'umanità.
(Sesto Potere) - Roma - 31 luglio 2009 - La pubblica amministrazione costa cara agli italiani. Secondo l'indagine condotta da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani - che ha messo a confronto tutti costi delle principali amministrazioni pubbliche europee - ogni italiano per mantenere la burocrazia si ritrova a pagare 6.065 euro all’anno, contro i 5.760 euro dei francesi, i 5.185 euro dei britannici, i 4.130 euro dei tedeschi, i 3.250 euro degli spagnoli, i 3160 euro dei greci ed i 2715 euro dei turchi. “Rispetto al 2007, i costi della burocrazia in Italia sono aumentati del 9%, mentre la qualità dei servizi è diminuita del 13%” ha affermato Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it, oggi a Bodrum in Turchia all’apertura del simposio internazionale al quale partecipano i massimi rappresentanti delle associazioni dei contribuenti dei principali paesi europei. “In Italia - continua Carlomagno - incidono sulla spesa pubblica in modo particolare gli interessi sul debito pubblico ed i costi relativi al funzionamento della macchina amministrativa che sono aumentati con l’introduzione del federalismo”. Contribuenti.it è pronta a sottoscrivere con il ministro italiano Brunetta un protocollo d’intesa sulla “tax compliance”, per consentire, ai contribuenti italiani, una maggiore comprensione su come vengono amministrati e spesi i propri soldi, come già avviene da tempo nei principali paesi europei.